25 Aprile 2007

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25 Aprile 2006

 
   
Il costo dell'in/cultura

Il Taccuino della Cultura si occupa del tema dei costi e delle inefficienze della politica, prendendo le mosse dal libro del momento, "La Casta" (Edizioni Rizzoli, 2007), che porta come sottotitolo l’affermazione, quanto mai esplicita, “Così i politici italiani sono diventati intoccabili”. L’attenzione al tema è rivolta dal versante del mondo della cultura, partendo – I Colloqui - dall’intervista al giornalista Gian Antonio Stella che, con Sergio Rizzo, è l’autore del libro che ha avuto un gran successo fra i lettori, che “va ben oltre le nostre attese” – sostiene il giornalista del Corriere della Sera - forse perché “hanno esagerato un po’ tutti, perché le reazioni di fastidio verso il nostro libro non vengono solo da chi è al governo, vengono anche dall’opposizione.”. Ci troviamo in una situazione che richiede, per un verso, interventi rapidi, di carattere esemplare, per superare le contraddizioni più stridenti dell’attuale sistema politico e, per altro verso, azioni di più lungo respiro nel segno del rispetto degli interessi generali, della buona gestione e della trasparenza. E’ fondamentale perseguire questi obiettivi anche per quanto riguarda il sistema della cultura, che ad ogni modo, sempre secondo l’opinione di Gian Antonio Stella, ricopre una posizione marginale nell’opinione corrente del ceto politico, poiché l’operare in questo settore non porta a conquistare fette significative di consenso.

Claudio Martini, presidente della Toscana, pone in risalto – Il valore delle esperienze – i risultati conseguiti dalla Regione con la buona amministrazione, a partire dagli investimenti, con rilevanti benefici sulle economie dei sistemi locali. Parlando quindi per metafora, il treno è in piena corsa e la Regione è impegnata a migliorare ancora di più la sua corsa, con interventi di razionalizzazione, la riduzione del numero delle Fondazioni, il conseguimento di livelli sempre più efficaci di gestione e di coordinamento.

Patrizia Lattarulo (IRPET) pone in risalto la forte tendenza della Toscana all’aumento della spesa per la cultura “ai fini della valorizzazione economica del territorio”. Un aspetto che merita riflessione è “la tendenza a privilegiare l’intervento culturale a fini di attrattività turistica piuttosto che l’investimento per i cittadini. Una valorizzazione troppo diffusa del patrimonio a fini esclusivamente turistici rischia d’essere velleitaria e alla lunga non può essere sostenuta.”. Punti critici, di non accorto impiego delle risorse, emergono poi in alcune aree dove comuni vicini, in uno spirito d’esasperata concorrenza, effettuano interventi in parte analoghi, scarsamente produttivi. In altre situazioni si operano investimenti con scarsa ponderazione che portano a gestire le opere realizzate “in grande affanno”. Patrizia Lattarulo sottolinea come sia fondamentale il controllo della spesa, “è un settore in cui si deve ancora lavorare, approfondendo in particolare i meccanismi di monitoraggio”.

E’ una questione ripresa con forza dal contributo di Simone Siliani, che sottolinea come la Pubblica Amministrazione appaia come una macchina sempre più ingombrante, aperta alle intrusioni clientelari, che “agisce con scarsi ed inefficaci controlli”. Alcune appendici di questa “macchina” poi, come le sovrintendenze del Ministero per i Beni e le Attività culturali, sembrano porsi al di fuori del sistema dei controlli. “E’ tempo di riprendere il cammino interrotto in Italia – afferma Siliani - perché è l’unica risposta seria, non superficiale, alla sfida dell’antipolitica: dimostrare che la politica è capace di riformare se stessa e di progetti che vadano oltre i destini personali dei singoli protagonisti".

Si trovano consonanze con questo tipo di riflessione nell’intervento di Susanna Banchi che, sulla base della sua esperienza d’imprenditrice, parla delle imprese che si occupano di ricerca, conservazione e valorizzazione dei beni culturali. Per queste imprese è fondamentale “una seria politica industriale che consenta uno sviluppo fondato su merito e competenza.”. D’altra parte “la strada per fare del settore un vero agente dello sviluppo del Paese passa attraverso la promozione di politiche che incentivano la crescita dimensionale delle aziende, un maggior rigore nei criteri di qualificazione delle imprese, una gestione imparziale e oggettiva nell’affidamento dei lavori e dei servizi pubblici".

In merito al tema del Valore delle esperienze, è ripreso la riflessione sviluppata negli ultimi due numeri del Taccuino, riguardo alle arti della nostra epoca, soffermandosi sulle attività d’alcuni artisti impegnati con le loro opere ad affermare i diritti dell’uomo e le ragioni della pace. Sono artisti animati da una visione appassionata e lungimirante del ruolo che la cultura può svolgere per la convivenza umana.

Gli approfondimenti proposti dal Taccuino sono poi sostenuti dalla documentazione riportata Dallo scaffale dei media e da Uno Sguardo al Web.

Conclude il numero, come di consueto, la parte dedicata a Delitti e Castighi: il mondo dei beni culturali si confronta ancora una volta, in maniera curiosa, come negli anni ’80 ai tempi del ministro De Michelis, con la risorsa petrolio. Ai nostri giorni però il confronto non è con il valore del petrolio, ma con le compagnie petrolifere impegnate a promuovere trivellazioni in aree del Paese uniche per la bellezza del paesaggio e per la presenza straordinaria di beni culturali.

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