Il Taccuino della
Cultura si occupa del tema dei costi e delle inefficienze della
politica, prendendo le mosse dal libro del momento, "La Casta" (Edizioni
Rizzoli, 2007), che porta come sottotitolo l’affermazione, quanto mai esplicita,
“Così i politici italiani sono diventati intoccabili”. L’attenzione al tema è
rivolta dal versante del mondo della cultura, partendo – I Colloqui
- dall’intervista al giornalista Gian Antonio Stella che,
con Sergio Rizzo, è l’autore del libro che ha avuto un gran successo fra i
lettori, che “va ben oltre le nostre attese” – sostiene il giornalista del
Corriere della Sera - forse perché “hanno esagerato un po’ tutti, perché
le reazioni di fastidio verso il nostro libro non vengono solo da chi è al
governo, vengono anche dall’opposizione.”. Ci troviamo in una situazione che
richiede, per un verso, interventi rapidi, di carattere esemplare, per superare
le contraddizioni più stridenti dell’attuale sistema politico e, per altro
verso, azioni di più lungo respiro nel segno del rispetto degli interessi
generali, della buona gestione e della trasparenza. E’ fondamentale
perseguire questi obiettivi anche per quanto riguarda il sistema della cultura,
che ad ogni modo, sempre secondo l’opinione di Gian Antonio Stella, ricopre una
posizione marginale nell’opinione corrente del ceto politico, poiché l’operare
in questo settore non porta a conquistare fette significative di consenso.
Claudio Martini,
presidente della Toscana, pone in risalto – Il valore delle esperienze
– i risultati conseguiti dalla Regione con la buona
amministrazione, a partire dagli investimenti, con rilevanti benefici sulle
economie dei sistemi locali. Parlando quindi per metafora, il treno è in piena
corsa e la Regione è impegnata a migliorare ancora di più la sua corsa, con
interventi di razionalizzazione, la riduzione del numero delle
Fondazioni, il conseguimento di livelli sempre più efficaci di gestione e di
coordinamento.
Patrizia
Lattarulo (IRPET) pone in risalto la forte tendenza
della Toscana all’aumento della spesa per la cultura “ai fini della
valorizzazione economica del territorio”. Un aspetto che merita riflessione è
“la tendenza a privilegiare l’intervento culturale a fini di attrattività
turistica piuttosto che l’investimento per i cittadini. Una valorizzazione
troppo diffusa del patrimonio a fini esclusivamente turistici rischia d’essere
velleitaria e alla lunga non può essere sostenuta.”. Punti critici, di
non accorto impiego delle risorse, emergono poi in alcune aree dove comuni
vicini, in uno spirito d’esasperata concorrenza, effettuano interventi in parte
analoghi, scarsamente produttivi. In altre situazioni si operano investimenti
con scarsa ponderazione che portano a gestire le opere realizzate “in grande
affanno”. Patrizia Lattarulo sottolinea come sia fondamentale il controllo della
spesa, “è un settore in cui si deve ancora lavorare, approfondendo in
particolare i meccanismi di monitoraggio”.
E’ una questione ripresa
con forza dal contributo di Simone Siliani, che
sottolinea come la Pubblica Amministrazione appaia come una macchina
sempre più ingombrante, aperta alle intrusioni clientelari, che “agisce con
scarsi ed inefficaci controlli”. Alcune appendici di questa “macchina” poi, come
le sovrintendenze del Ministero per i Beni e le Attività culturali, sembrano
porsi al di fuori del sistema dei controlli. “E’ tempo di riprendere il cammino
interrotto in Italia – afferma Siliani - perché è l’unica risposta seria, non
superficiale, alla sfida dell’antipolitica: dimostrare che la politica è
capace di riformare se stessa e di progetti che vadano oltre i destini
personali dei singoli protagonisti".
Si trovano consonanze con
questo tipo di riflessione nell’intervento di Susanna Banchi che, sulla
base della sua esperienza d’imprenditrice, parla delle imprese che si
occupano di ricerca, conservazione e valorizzazione dei beni culturali. Per
queste imprese è fondamentale “una seria politica industriale che consenta
uno sviluppo fondato su merito e competenza.”. D’altra parte “la strada per
fare del settore un vero agente dello sviluppo del Paese passa attraverso la
promozione di politiche che incentivano la crescita dimensionale delle aziende,
un maggior rigore nei criteri di qualificazione delle imprese, una gestione
imparziale e oggettiva nell’affidamento dei lavori e dei servizi pubblici".
In merito al tema del
Valore delle esperienze, è ripreso la riflessione sviluppata negli ultimi
due numeri del Taccuino, riguardo alle arti della nostra epoca,
soffermandosi sulle attività d’alcuni artisti impegnati con le loro opere ad
affermare i diritti dell’uomo e le ragioni della pace. Sono artisti
animati da una visione appassionata e lungimirante del ruolo che la cultura può
svolgere per la convivenza umana.
Gli approfondimenti
proposti dal Taccuino sono poi sostenuti dalla documentazione riportata
Dallo scaffale dei
media e da Uno Sguardo al
Web.
Conclude il numero, come
di consueto, la parte dedicata a Delitti e
Castighi: il mondo dei beni culturali si confronta
ancora una volta, in maniera curiosa, come negli anni ’80 ai tempi del ministro
De Michelis, con la risorsa petrolio. Ai nostri giorni però il confronto non è
con il valore del petrolio, ma con le compagnie petrolifere impegnate a
promuovere trivellazioni in aree del Paese uniche per la bellezza del paesaggio
e per la presenza straordinaria di beni culturali.