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Musei, non musei, territorio

Giovani al museo? Si, se con emozione e interattività

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Richard Florida, L’ascesa della nuova classe creativa. Stile di vita, valori e professioni, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 2003.

 

(www.creativitygroupeurope.com)

Fra i modi di analizzare i caratteri di una città, ha suscitato interesse l’interpretazione fondata sulle tre T (Tecnologia, Talento e Tolleranza), sviluppata dall'economista americano Richard Florida.

 

L’autore ha studiato i motivi per cui alcune città vivono momenti di fortissima crescita, mentre altre rimangono in una condizione ai margini della scena internazionale.

 

Il ricercatore sostiene che si sta assistendo alla nascita di una nuova classe sociale che si distingue dalle altre per la capacità di fornire alle imprese idee e contenuti nuovi, originali.

 

La creatività diventa una risorsa per il mondo produttivo, che di conseguenza tende a localizzare le proprie sedi nelle città in cui questa nuova classe preferisce vivere.

L’indagine fa emergere i valori, le idee, gli stili di vita di un gruppo sociale che si compone di architetti, ingegneri ricercatori, scienziati, professionisti della comunicazione, del divertimento, della moda e del design.

 

L’analisi pone in risalto che la scelta delle persone riguardo al luogo “dove vivere”, diventa altrettanto importante rispetto alla scelta per quale azienda lavorare.

 

La città stessa è vista come un mondo creativo, in grado di favorire le manifestazioni delle persone e di facilitare il loro inserimento nei percorsi dell’economia della conoscenza.

In un mondo dove la competizione si basa sempre più su fattori immateriali, assume valore la ricerca e l’affinamento delle doti creative.

 

E’ di particolare interesse nell’ambito di questo filone d’indagine, la ricerca sulla situazione italiana curata dallo stesso Richard Florida e da Irene Tinagli: “L’Italia nell’era creativa”, luglio 2005.

 

L’iniziativa fa parte del progetto “Città creative”, promosso da Bari, Capannori e Roma, Comitato del distretto di Biella, Provincia di Milano, Provincia autonoma di Trento, Torino Internazionale.

 

Lo studio sviluppa il modelllo teorico delle 3 T, Talento, Tecnologia e Tolleranza.

Per costruire l’Indice di Talento delle città italiane e dei loro territori, sono stati utilizzati l’indicatore di capitale umano, basato sulla percentuale di abitanti in possesso di una laurea o un diploma universitario, l’incidenza di ricercatori sulla forza lavoro totale e i dati sulla Classe creativa.

 

Sono state inserite in questo raggruppamento: imprenditori, dirigenti pubblici e privati, ricercatori, professionisti, professioni tecniche ed artistiche ad elevata specializzazione.

 

Rispetto ai dati del censimento 1991 questa categoria è notevolmente aumentata all’ultimo censimento (+ 128 %) passando da quasi un milione e novecento mila persone a oltre quattro milioni e trecentomila persone, con un passaggio da una quota del 9% sulla forza lavoro, ad una del 21 %.

 

I primi posti dell’Indice di Classe Creativa sono occupati in prevalenza dalle grandi città, comprese alcune importanti città meridionali come Napoli, Palermo e Messina.

 

La capacità tecnologica ed innovativa delle città è stata calcolata attraverso: un indicatore di industria High Tech, in grado di rilevare la presenza di attività economiche legate alle nuove tecnologie; un indicatore di innovazione legato al numero dei brevetti rilasciati; ed infine un indicatore capace di rilevare la diffusione di recenti tecnologie di comunicazione, come l’Adsl e l’Umts.

 

La città in testa su questo versante è Milano, seguita da Bologna, Torino, Roma, Modena, Genova, Trieste, Parma e Padova.

La terza T del modello riguarda la Tolleranza.

 

E’ stato costruito: l’Indice di Diversità che rileva l’incidenza della popolazione straniera e il grado di “varietà” delle provenienze; l’Indice di Integrazione, basato sul livello di istruzione della popolazione straniera residente, la percentuale di matrimoni misti fra cittadini italiani e stranieri, l’incidenza e la scolarizzazione dei bambini stranieri; l’Indice di Tolleranza Gay, basato su un sondaggio promosso da un’associazione – Goletta Gay - su diecimila gay distribuiti in tutte le città italiane, volto ad accertare i diversi aspetti della tolleranza nei confronti dell’omosessualità. 

 

Unendo i risultati ottenuti per i tre profili – Talento, Tecnologia e Tolleranza – la ricerca arriva a comporre l’Indice di Creatività Italiano (ICI).

 

I valori più alti sono assegnati, nell’ordine, alle maggiori città (Roma e Milano) alle quali seguono Bologna, Firenze, Genova e Torino.

 

Emerge da questo confronto “il basso livello di diversità socio-culturaledelle città italiane. “La presenza di stranieri, soprattutto nelle grandi città, è più bassa che da altre parti nel mondo ed anche meno “diversa”: essa tende, infatti, a provenire da un gruppo abbastanza ristretto di Paesi (per lo più Albania e Marocco) ”.

 

A quest’aspetto è da aggiungere “la bassa capacità d’attrazione nei confronti di stranieri con elevato livello d’istruzione, professionisti, studenti, docenti universitari.

 

Questa mancanza di flussi internazionali di “talento”, impoverisce ulteriormente la già bassa perfomance italiana e rischia di isolare il paese dalle principali reti della conoscenza e della ricerca internazionale.

 

Una risposta adeguata, investe il ruolo delle politiche nazionali e regionali per rafforzare il livello del Capitale Umano e sviluppare una maggiore capacità d’attrazione (e di scambio) dei “talenti” provenienti dall’estero.

 

L’intento da perseguire con chiarezza, è quello di riportare il nostro Paese al centro del circuito internazionale della produzione d’idee e della conoscenza.

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